Prototipo del mio Motore magnetico

John Bedini nel 1980, scoprì che era possibile eliminare la Forza Elettromotrice Inversa (back EMF) che si instaura in una spira di rame, allorché  un flusso magnetico è indotto nella bobina.

L’eliminazione della FEM, genera un’onda longitudinale in grado di caricare una batteria al piombo.

Gauss, Faraday , Lenz, fleming, nel diciottesimo secolo, hanno approfondito l’argomento chiarendo i principi fisici alla base di questo fenomeno.

Regola della mano destra di Fleming.

Con il dito indice e il dito medio della mano destra posti perpendicolarmente tra loro indicando, rispettivamente, la direzione del campo magnetico e la direzione della corrente indotta,  il pollice indicala direzione della corrente indotta all’interno del conduttore della bobina.

Prima di conoscere l’esperienza di Bedini, avevo sperimentato alcuni motori a repulsione magnetica, utilizzando bobine che assorbono 4 Ah a 12 volt DC. Per ottenere l’eccitamento della bobina al passaggio di un magnete permanete, utilizzavo un sensore di Hall, che rilevava la vicinanza del campo magnetico e attraverso un mosfet, attivava l’alimentazione della bobina. Il risultato fu che effettivamente il motore girava, ma l’assorbimento totale a 12 volt era di 4 Ah, e la bobina scaldava moltissimo.

Nel sistema che ho attualmente utilizzato, una Bobina è utilizzata come pick-up, mentre la seconda , comandata dall’impulso ricavato dalla bobina pick-up tramite un transistor, alimenta la seconda bobina che da la spinta che respinge il magnete che ha attivato la prima bobina.

Ho costruito alcune bobine bifilari con 500 spire circa di filo di rame smaltato con diametro 0,22 mm , avvolti attorno un nucleo di plastica.

Ho sperimentato se l’onda longitudinale che si crea, è in grado di caricare una batteria al piombo, e, in effetti, questo picco di tensione di circa 400 Volt, è in grado di ricaricare la batteria o generare energia da poter utilizzare.

bedini 4
Schema del principio di funzionamento

il trimmer da 1 K ohm serve per impostare il punto di innesco della scarica nella lampada al neon. Come transistor in alternativa si può utilizzare il tip3055c o 2n3055 entrambi equivalenti e di potenza.

Dai test base mono bobina sono passato ad un vero è proprio motore con l’obbiettivo di generare la maggior potenza possibile con il minor consumo di energia . Inoltre con la possibilità di recuperare l’energia FEM per trasformarla in free energy.

Questo tipo di motore non parte da solo, ma ha bisogno di un avviamento manuale che serve a produrre la variazione del campo magnetico all’interno della bobina, in accordo alle osservazioni di Faraday.

Primi test sul prototipo.

Il risultato è che il motore gira, genera free Energy e soprattutto, assorbe pochissima corrente senza scaldare le bobine!

Di seguito alcuni link ai video delle varie sperimentazioni su YouTube al mio canale.

Test sulle basi di funzionamento del motore Bedini
Prototipo in funzione

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8 thoughts on “Prototipo del mio Motore magnetico

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      Dear Paolo,

      Do you separated bifilar and single-line coils, each with a purpose? for example: bifilar to charge the batteries and single-line to move the engine?
      Thank you

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      ciao, il miglioramento della performance che hai osservato passando dal sistema con sensore hall al sistema bobina bifilare, secondo te, è dovuto alla particolarità costruttiva della bobina bifilare in se oppure ad una migliore gestione del timing nella chiusura del transistor?
      Nella seconda spiegazione, dato che le due bobine si trovano praticamente sovrapposte spazialmente quindi sono anche induttivamente sincronizzate, sei d’accordo su questa mia idea?
      saluti

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        Ciao , da entrambi , il transistor gestisce meglio la chiusura e apertura rispetto al sensore di hall , inoltre se si utilizza un timer come un ne555 è possibile anche modificare i tempi .
        per la seconda domanda , dovrebbe essere così , ma essendo costruite “aritgianalmente” e non con una macchina avvolgi bobine , non sono pienamente sincronizzate , ma comunque la FEM viene generata tra le due bobine.

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      ciao, se ti può essere utile, sto lavorando su un principio che probabilmente c’entra col Bedini, e cioè l’annullamento della BEMF tramite ritardo della corrente circolante su un’unica bobina (cortocircuitata o collegata ad un carico) di grande induttanza (tipo 1H o più) che va a generare per sua particolarità la sua BEMF abbastanza ritardata da fornire una spinta al rotore invece di frenarlo, la costante di tempo dell’induzione è data da induttanza/resistenza (secondi=Henry/ohm) e deve essere sufficientemente grande per la frequenza generata dal rotore.
      Per i particolari puoi vedere se non conosci già il lavoro di Thane Heins e il suo sitema di accelleration effect.
      saluti

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